Incidente aereo Volo Alitalia AZ 112 del 5 maggio 1972 località Montagna Longa di Carini (PA) Aeromobile Douglas DC-8 43 I-DIWB

Immagine della Croce di Montagna Longa

Montagna Longa

5 maggio 1972 condizioni meteorologiche ottime, a Roma Fiumicino decollò un aereoplano, volo Alitalia AZ 112, in direzione dell’aeroporto Punta Raisi di Palermo con 115 persone a bordo, molti di loro ritornavano in Sicilia per votare, le elezioni si svolsero due giorni dopo, Il volo risultò regolare ma in avvicinamento all’aeroporto, il DC-8 invece di seguire la normale procedura prevista dalle normative, proseguì oltre schiantandosi alle 22.23 contro il crinale di Montagna Longa, alto 935 metri.
Da Carini e da altri versanti, fu visto da parecchia gente un grande bagliore seguito da un forte boato, i soccorsi partirono subito e le prime scene viste dai soccorritori furono raccapriccianti, corpi dilaniati e mutilati, oltre a resti dell’aeromobile sparsi sino alla base della montagna. Salirono anche gli “sciacalli” che sottrassero ai cadaveri gli oggetti preziosi.
Il processo si concluse dando la responsabilità ai piloti per non aver aderito alle procedure di avvicinamento, previste per l’aeroporto di Palermo.Ma c’è chi non ha creduto alla versione uffciale, perchè durante il processo vennerò fuori delle incongruenze, colei è Maria Eleonora Fais, che continua a battersi affichè la verità affiori.
Ecco quali sono le domande da porsi:

Perchè la Relazione Tecnico Formale era stata redatta in poco tempo, quando normalmente richiede parecchio tempo per arrivare alle conclusioni?

Perchè è stata data subito la responsabilità dell’accaduto ai piloti sostenendo che erano ubriachi, quando dopo l’esame autoptico i risultati davano parere opposto?

Perchè le testimonianze erano discordanti relativamente al punto di provenienza (da Est o da Ovest) dell’aeromobile?

Perchè la scatola nera aveva il nastro strappato?

Perchè non è stato tenuto in considerazione il Rapporto Peri?

Ci sono tante domande da porsi, le risposte lasciano a desiderare.

Lo scopo principale di questo sito non è solamente di ricordare le 115 (108 passengeri + 7 membri dell’equipaggio) vittime del disastro aereo, ma anche di dare luce a dei lati oscuri che in 40 anni, sono rimasti tali.

Nel menù a destra, troverete informazioni utili per conoscere meglio i fatti.

Il sito è aperto a tutti coloro che desiderano contribuire con del materiale e/o con un proprio commento, scrivendo al seguente indirizzo: scrivimi@montagnalonga.it

Luciano La Piana

Eccovi in anteprima nel web,  il video pubblicato da un cineamatore, all’indomani dalla disgrazia.

Attenzione il video è di forte impatto emotivo, è sconsigliata la visualizzazione da parte di soggetti emotivimamente sensibili 

In cima è stata eretta una croce in ricordo delle vittime

Il Sig. Pietro Faso, che ha perso il padre nel tragico evento, mi ha detto: ” Sono molto arrabbiato, perchè le Istituzioni si sono dimenticate delle 115 vittime“, infatti non c’è traccia in nessun quotidiano o telegiornale di commemorazioni da parte dello Stato.
Si commemorano tanti spiacevoli e dolorosi eventi, perchè le vittime del disastro di Montagna Longa sono state dimenticate? Cosa hanno di diverso le 115 vittime di Montagna Longa rispetto ad altre? Sono di serie B?

“La croce che sovrasta Montagna Longa è stata posta nel primo anniversario della sciagura il 05/05/1973 con la collaborazione dell’Ing. Salatiello,  padre di una delle vittime e proprietario della Keller di Palermo .
A Carini tutti ricordano quella tragica sera: tutti  ricordano quello che stavano facendo in quel preciso istante e ciascuno racconta il proprio aneddoto ( come e’ avvenuto per l’ attacco terroristico alle torri Gemelle dell’ 11 settembre 2001)”

Pino Mignano

29 risposte a Incidente aereo Volo Alitalia AZ 112 del 5 maggio 1972 località Montagna Longa di Carini (PA) Aeromobile Douglas DC-8 43 I-DIWB

  1. Laura G. scrive:

    Ciao, mi chiamo Laura G. e mio zio era sul quel maledetto volo.Io non l’ho neppure conosciuto perchè sono nata 10 anni dopo la sua morte ma dai racconti di mio padre (suo fratello) e mia nonna, mi sono affezionata a lui e gli voglio bene e piango come se avessi passato la mia vita con lui. Ogni anno per l’anniversario con la mia famiglia ci rechiamo a Carini per la messa e ogni anno è un rinnovarsi della sofferenza per mio papà e a vederlo il cuore mi si stringe. Ho letto tanti articoli, tante cose che riguardano la sciagura e anch’io non riesco a capacitarmi dell’accaduto. Mio padre mi ha sempre raccontato che i piloti hanno sbagliato la manovra e che non hanno visto la montagna, ma sapendo che il 1° pilota aveva tanta esperienza alle spalle anche su Palermo mi risulta alquanto difficile credere a questa teoria, credo invece più a quella dell’attentato e soprattutto vorrei tanto parlare con la s.ra Fais che si sta ancora impegnando per scoprire la verità, perchè anche secondo me è stato tutto sepolto, come sempre con le situazioni scomode. Tanti familiari non ci sono più, come mio nonno, ma per coloro che siamo ancora qui spero che tutto venga alla luce per dare pace alle anime dei ns cari e anche a noi. Io abito a Carini perchè ho sposato un carinese e mi piace pensare che sia stato mio zio a metterci lo zampino, per proteggermi da lassù e per farmi stare vicino a lui.
    Grazie, Laura

  2. Enzo Claudio scrive:

    Mi chiamo Enzo Claudio, il 5 maggio 1972 avevo 6 anni e 1/2, mia mamma era in attesa del mio secondo fratello. Mancavano pochi giorni al parto e quella maledetta sera per lo spavento subito temeva d’abortire, invece andò tutto bene, diciotto giorni dopo nacque mio fratello Salvo.
    In me è ancora vivo il ricordo di quei tragici momenti in cui nel mio mondo di bambino avevo capito ciò che era successo. Era una calda sera di maggio appunto e a casa nostra era venuto a trovarci un mio zio quando improvvisamente fummo attratti fuori nel terrazzo (casa mia è alle spalle del centro storico di Carini e dal terrazzo si ha una magnifica vista delle montagne) c’era stato un forte boato e dalla montagna veniva giù una colata di fuoco, sulla sommità si sprigionavano alte le fiamme.
    Dai discorsi dei miei capii che probabilmente un aereo vi era andato a sbattere e la cosa mi rattristò parecchio. Ho ancora in mente le luci dei fari dei veicoli dei soccorritori che fendevano le montagne attorno a noi nel tentativo di raggiungere la sommità di montagna Longa. Ricordo nei giorni successivi i discorsi della gente, dello strazio che avevano visto andando a curiosare e purtroppo furono tanti anche i casi di sciacallaggio.
    Negli anni successivi Mons. Badalamenti, l’arciprete di Carini, nel giorno della sciagura suonava le campane del Duomo a lutto e diceva una messa in suffragio delle vittime.
    Oggi ho 41 anni vivo lontano dalla mia terra ma non riesco a dimenticare la mia Sicilia e quel 5 maggio 1972. Un affettuoso saluto

  3. Nicole Vickers scrive:

    Although it is 2007, my story starts with one fateful day in 1972. I have no memory of this day or of him as I was only 22 months old. My father at the time was a chef travelling for his job. It was May 5th and he was on Alitalia flight 112 from Palermo, Sicily to London, England when it crashed into a mountain. I have been told the same story my whole life about that day. My mom had sewed some new dresses for me and that because I was the apple of his eye he wanted to get home quicker to see me in those dresses, so he decided to get on an earlier flight. What a mistake that turned out to be.
    I am now 37 years old and with the help of someone very special to me I am almost at the end of this story. He is the person who has helped me find out the information regarding my dad’s flight and to him I will always be grateful. I have had many things happen to me in my life that I feel would not have happened had I had my dad around, but I know that when I go to Sicily and stand up on top of the mountain where my dad died it will be the closure I need to finally let him go and move on in my life.

    • Tom Filingeri scrive:

      I know it has been almost a year since you’ve left your comment about that
      horrible day in 1972.
      I feel for you, I myself lost a parent when I was younger, but I was already old enough to remember my Mother when she passed away.
      I also thought about a lot of what-ifs and over 30 years later I suffer from the effects of that loss,I wonder though, have you gone to that mountain yet?
      I hope you find closure,

  4. Giuseppe scrive:

    E’ davvero molto bella l’iniziativa di una pagina web dedicata al disastro di Montagna Longa, soprattutto per onorare le vittime di quella tragedia.
    Avevo quasi 17 anni all’epoca e ricordo bene il senso di angoscia che mi prese nel sentire quella notizia. Ero appassionato di aerei e di aviazione in genere e ricordo che ero arrabbiatissimo perché mi chiedevo cosa mai ci facesse quel DC8 sulla montagna.
    Da lì a un mese avrei fatto il mio primo viaggio in aereo e per di più intercontinentale (da Palermo a New York)… Non avevo paura, ma ricordo che durante tutto il volo il mio pensiero fu costantemente rivolto alle vittime di quella sciagura con commozione.
    Oggi, ogni volta che vado a Punta Raisi, il mio sguardo si rivolge sempre spontaneamente alla cima di quella montagna e il mio ricordo affettuoso va a quelle 115 persone che non sono più con noi.

  5. Ninni Ingrassia scrive:

    La notte del 5 maggio 1972 ero sul treno per Marsala dove svolgevo il servizio militare in aeronautica.
    Il treno rimase fermo per circa tre ore in qualche posto vicino Cinisi e qualcuno che andò ad informarsi del perchè della prolungata sosta portò la notizia dell’incidente aereo.
    Provai una grande tristezza per quanto appreso ma solo il giorno dopo leggendo il giornale ebbi l’esatta dimenzione della tragedia. Un incidente di tale gravità non si era mai verificato nelle nostre zone.
    In seguito seppi che tra le vittime c’era Franco Indovina famoso regista cinematografico e fratello di un mio caro amico.
    Ancora oggi quando percorro l’autostrada alzo lo sguardo verso Montagna Longa ed il mio pensiero va a quanti lì persero la vita.

  6. Massimo scrive:

    Avevo 23 anni quando è successo l’incidente. Il giorno prima dell’incidente aereo ero nel mio ufficio, all’Italturist, un’agenzia di viaggi di Roma.
    Alle 10 del mattino si apre la porta e una bella Signora si affaccia per salutarci. Quella donna era la prima volta che la vedevo e sarebbe anche stata l’ultima.
    Era la direttrice dell’agenzia di Palermo, a Roma per una riunione nazionale, e il 5 maggio tornava a casa con quel volo.
    Oggi, nonostante siano passati tanti anni me la ricordo ancora.
    Se la mia testimonianza potesse essere letta dai parenti di quella signora che io conobbi solo per un istante ma che ricordo ancora oggi ne sarei contento.
    Naturalmente approvo la tua iniziativa ed è ancora più rimarchevole perchè la porti avanti nonostante tua zia si sia salvata per aver perso l’aereo.

  7. Sergio Loconte Còrdoba - Argentina scrive:

    Montagna Longa.

    Fra pochi giorni (5/5/08) si compiranno 36 anni della sciagura di Montagna Longa.
    Durante vari mesi ho cercato di rintracciare, per mezzo di Internet, i componenti di una famiglia a me molto cara, in quanto trovai il nome del mio caro vecchio amico componente di quella famiglia, gli scrissi.
    Purtroppo le notizie che mi dette dei suoi non furono per nulla buone, tre dei cinque componenti della famiglia già non esistevano più
    La persona per la quale avevo un affetto particolarmente profondo,si trovava nel volo del 5 maggio 1972, per mezzo di Internet ebbi più dati precisi sulla sciagura che aveva troncato la vita a 115 persone lasciando le rispettive famiglie prive dei loro Cari, mi sentì presente sentendomi completamente unito a tanto dolore, che fu il mio stesso, con la differenza che io lo seppi 36 anni dopo per Internet e fu come se la sciagura fosse occorsa lo stesso giorno in cui ne venni al conoscimento (2/2/08).
    Sto per compiere 81 anni ma il cuore palpita e soffre come se ne avessi 18, spero che per la fine di quest’anno sarò presente in quel luogo, ho letto il suo scritto Signor La Piana da cui apprendo della generosità del famigliare che ha eretto ,per tutti,quella grande bellísima Croce sulla Montagna Longa, ricordo che resterà perenne nel cuore di tutti quanti la vedano.
    Vivo in Argentina dall’anno 1951, sarebbe per me una gran consolazione poter posare un fiore ai piedi di quella Croce, quel fiore sarebbe un símbolo di amore, di rispetto verso tutti i componenti di quel volo AZ 112 dell’Alitalia che distrusse lo spirito di più di 115 famiglie.
    Continuando con la lettura dei dettagli, comprendo sempre più quan duro ed insensibile sia il sentimento umano e quanto ingannevoli e menzoniere siano le parole e le promesse delle autorità e dei periodisti che allora condivisero con la gente la necessità di consolidare il terreno del viottolo pericoloso che conduce al posto della sciagura.
    Forse tale lavoro avrebbe rappresentato una spesa troppo grande, il rimborso, a lunga scadenza, si sarebbe potuto ricuperare con l’offerta di un obolo minimo e donazioni facoltative lasciati all’entrare.
    Questo luogo già da anni avrebbe il suo cammino aperto all’amore e al ricordo, forse si sarebbe già saldato il costo del lavoro.
    Egregio Signor Luciano La Piana, chissà quanto più si potrebbe scrivere sul tema, forse meno parole e più fatti darebbero un miglior risultato.
    Sono tornato a scrivere questa nota nel timore che nella precedente si stato comesso un errore di destinatario.
    Con i sensi della mia più alta considerazione, la saluto rispettosamente.

    P.S: forse dopo tanti anni dell’incidente, questo mio semplice scritto cadrà nel dimenticatoio come tanti altri.Essendo sempre presente l’egoismo umano,non mancherà chi dirà:”A me che me ne importa?…”

  8. Sergio Loconte scrive:

    Còrdoba – Argentina 01.07.2008

    Sono passati ormai 36 anni dalla sciagura di Montagna Longa, qualunque accusa ,sospetto o reclamo non danno più una soluzione all’accaduto. Però non si può proibire di ragionare su quanto è accaduto.
    D’accordo a una nota che trovo in pagina 3 de 4 il cui titolo dell’articolo è:”Disastro aereo-Volo Alitalia AZ 112 del 5 maggio 1972. località Montagna Longa (PA) aeromobile Douglas DC8 -43 I-DIWE si legge in un paragrafo: ”Durante un regolare volo di linea un DC8 -43 marca I-DIWE dando precedenza ad un aeromobile in atterraggio all’aeroporto di Palermo Punta Raisi si schiantava su Montagna Longa sita tra il territorio di Carini ed il territorio di Cinisi.”
    Questo paragrafo sembrerebbe l’estratto di un documento ufficiale. Indubbiamente è molto sintetico, l’unica espressione che può suscitare meraviglia e dubbi è: ”dando precedenza ad un aeromobile in atterraggio…”. Dal momento che la Torre di Volo dà la precedenza a un altro velivolo per atterrare, quale motivo impellente esiste per interrompere il normale atterraggio di un aeroplano di linea la cui ora di arrivo a destino è già stabilita?
    Come si può postergare un atterraggio ufficialmente previsto da Aerolíneas per dar luogo a un altro aereo il cui atterraggio non si sa se era previsto?.
    Qui sorgono le domande:
    1) Chi aveva diritto di atterrare per primo?
    In questo caso la Torre di Volo deve comunicare con tempo all’aereo di linea di continuare volando ad una certa altezza in attesa che la Torre di Volo gli concede il permesso di atterrere.
    2) Quale aereo aveva la precedenza?
    3) Che successe con la Torre di Volo?
    4) Chi fu avvisato con tempo dell’inconveniente di due atterreggi quasi simultanei?
    Sarebbe veramente molto interessante avere a rispetto precise risposte.
    Ormai sono passati molti anni, il personale della Torre già non sta più in condizioni di rispondere.
    Un aereo di linea non può effettuare una virata con una inclinazione di quasi 45° . a bassa quota e con un pericolo di fronte della grandezza e altezza di una montagna..
    Le persone che credettero di aver visto l’aereo in fiamme potrebbe essere dovuto all’effetto procurato da una turbina che prese fuoco, in questo caso perchè allora la Torre di Volo dette la precedenza di atterrare all’altro aereo?….
    Cercherò il libro di diritto aereo ed il regolamento per gli atterraggi (forse) forzosi di due aerei, a chi corrisponde la precedenza?
    Sono passati molti anni in cui studiai le leggi che governano i voli, tutto sta riunito in “Legislazione aerea.”.
    Come dico e ripeto, dopo tanti anni a che serve protestare se le 115 anime non ritorneranno più. Chi sono i responsabili?
    Saperlo adesso sarebbe una semplice curiosità.

    La saluto molto cordialmente.

    Sergio Loconte
    (Ing.Aeronautico)

  9. Mauro M scrive:

    Ho preso proprio quel volo da Roma esattamente una settimana prima,
    avevo 9 anni e con la famiglia andammo a Palermo.
    Ricordo lo sgomento a casa, la nonna che da una parte ringraziava il
    Signore e da un altra piangendo pregava per chi era caduto
    A distanza di tanti anni spesso mi raccomando al Cielo per il bene dei
    parenti delle vittime.

  10. Giovanni G scrive:

    Quella sera mi trovavo a Carini, sulla terrazza di casa assieme a mia madre che stava rientrando i panni stesi…..avevo sei anni.
    Era una bella serata primaverile ,calda e fuori si stava benissimo.
    Dalla vicina piazza ,il discorso appassionato dell’allora sindaco che chiudeva la campagna elettorale.
    Mi torna l’immagine di me con accanto la mia mamma che con il naso per aria ,vediamo passare ,bassissimo ,un grosso aereoplano che ,seguito da una scia di fuoco ,andava a schiantarsi con un terribile boato su montagna longa.
    Mia madre gridò e un attimo dopo mi trascinò dentro facendosi il segno della croce.
    Io non capii subito quello che stava succedendo ,ricordo quella notte l’interminabile processione di ambulanze ,pompieri……ricordo che per molti giorni il fumo ,bianco continuava a venire su dalla “montagna maledetta” ricordo i miei parenti che il giorno dopo armati di binocolo, dalla stessa terrazza commentavano il triste evento ,ricordo il mio vecchio zio che leggendo il giornale cercava di spiegarmi a modo suo i particolari di cui ero avido.
    Ricordo le bare allineate nella nostra bella piazza.
    Quell’evento rimase indelebilmente impresso nella mente di tutti.
    La cosa che più mi impressionò fu il suono ,indescrivibile ,che l’aereo emetteva nei suoi ultimi momenti.
    Questo è il mio ricordo….

  11. Gianpierp G scrive:

    Avevo 16 anni allora, ma non riuscii a capire il perchè gli organi di stampa di quel tempo diedero subito la colpa ad un errore umano.
    Il Comadante Bartoli era un uomo di provatissima esperienza, come di grandissima esperienza allora…….come oggi erano gli organi governativi preposti alle inchieste…….da insabbiare, io in quella tragedia non ho perso nessuno (non sono nemmeno siciliano anche se abito a Palermo), ma la cosa che non dimenticherò mai la superficialità con cui, trattarono il tutto sembrava che avessero una gran fretta…….di chiudere, nel 1972 siamo agli inizi degli anni di piombo….chissà.
    Vi dico anche che otto anni dopo sarei scampato miracolosamente al disastro di Ustica, grazie ad un normalissimo ritardo burocratico, del resto siamo ed eravamo in Italia.
    Grazie per aver potuto parlare con Voi sono vicino alla vostra commozione che è anche la mia.

  12. Maria Laura scrive:

    Un fratello di mio papà e sua moglie erano su quell’areo. Ero una bambina, ma ricordo ancora la faccia di mio padre nei giorni successivi alla tragedia; io non sapevo nulla, ma avvertivo che qualcosa di terribile era accaduto, un’inenarrabile tragedia! I miei cuginetti rimasti senza mamma e papà …, non so come siano riusciti a spiegare tutto a due bambini, che per tutta la vita si sono portati dentro questo immenso dolore.
    Nella disgrazia, hanno avuto la grande fortuna di avere accanto due “angeli custodi”, i nonni materni, che se ne sono presi cura con grande dedizione, amore e pazienza inesauribile. Il mese scorso, anche la nonna, purtroppo, li ha lasciati; è stato come perdere la mamma ancora una volta o forse la prima, perchè erano troppo piccoli.
    Quante volte ho sentito raccontare questa storia da questi nonni, sempre con le lacrime agli occhi e con tanta disperazione, come se fosse accaduto un attimo prima. Come si può dimenticare?!?

  13. salvatore scrive:

    sono un cacciatore e mi capita spesso di andare a montagna longa e quando passo dalla croce lascio sempre un fiore e un saluto per i vostri cari parenti

  14. piero graziano scrive:

    Avevo 8 anni quando e’ successo l’incidente,ed ancora oggi nonostante siano passati tanti anni,ricordo le sirene dei mezzi di soccorso che passavano da via b.verona,ed in tarda serata fu’ divulgata la notizia con l’edizione straordinaria del telegiornale.Oggi nell’era di internet le notizie sono fulminie.In quella sciagura ho perso un cugino Mario Graziano.Lo scorso dicembre la trasmissione chi l’ha visto dopo anni si è riparlato di Montagna Longa è grazie alla trasmissione ho potuto in parte soddisfare la mia curiosita’che mi porto dietro da quel giorno nel vedere in fotografia il 1°ufficiale Dini. Ma il mio grande desiderio e’ quello di poter vedere in fotografia il Comandante Roberto Bartoli.Spero in voi .Grazie

    • montagnalonga scrive:

      Purtroppo del Comandante Roberto Bartoli, non ho foto, le immagini sono difficili da reperire. Penso che qualcuno abbia ancora filmati e foto e neanche ricorda di averle riposte in un cassetto.
      Saluti.
      Luciano La Piana

  15. Nino Randazzo scrive:

    Avevo dodici anni quando e successo questa triste tragedia ,mi trovavo in piazza mi recavo a comprare dei biscotti per la mia piccola sorellina Isabella .Come ogni piccolo ragazzino mi piaceva sognare quando camminavo ,ero arrivato davanti la chiesa matrice quando improvisamente quardavo questo aereo ,mi sono accorso che aveva tutte le luce accese mi e sembrato molto strano ,continuando ancora a camminare sono arrivato a casa che sarebbe in via pietro mascagni {casalani}quando inprovisamente ho sentito un grande scoppio ,mia madre e mia nonna si sono messi a gridare e anche tutti i vicini di casa gridando con gran paura e dolore ,tutti siamo saliti in terrazza per andare a vedere che cosa e successo non me lo dimentichero mai e stato come un incubo la montagna era tutta infiammata con una nuvola di fumo nero . La montagna resto in fiamme e fumo piu di due giorni mi ricordo che i soccorsi sono arrivati da per tutto ,mando tante condoglianze a tutte le famiglie che anno perso familiari in quella tragedia.

  16. luigi minore scrive:

    mi rivolgo a tutte quelle persone che anno ,perso gualcuno a montagna longa sono luigi nato a palermo ma vivo a torino .per 11 anni tutti gli anni andavo a montagna longa per installare e fare manutenzione ai tralicci che ci sono vicino alla grande croce,essendo un tecnico. tutti gli anni mettevo 1 fiore e pregavo per voi che siete rimasti nel dolore.si possone dire tante cose sul disastro.ma le istituzioni si sono dimenticati di quelle povere anime cadute da subito.condoglianze per voi tutti

  17. paola pentimella testa scrive:

    http://www.famigliacristiana.it/Informazione/News/articolo/montagna-longa-il-dossier-misterioso.aspx

  18. Pingback: 2010 in review | Blog sul disastro aereo di Montagna Longa

  19. aldo ferrara scrive:

    Avevo 24 anni, su quel volo avrei dovuto esserci anche io per andare a votare. C’erano invece amici Elisa e Pietro Criscuoli. Carla Colajanni della quale serbo ricordi infantili ed un compagno di scuola, Roberto Pottino. Proveniente da Milano in ritardo, perdo l’aereo insieme all’Ing. Cecchini, genero dei La Francesca amici di Famiglia. Ho serbato per anni il biglietto, poi , sposatomi, l’ho gettato via con i ricordi di ragazzo maturati nella mia Palermo. Adesso sto scrivendo un volume sulla Targa Florio. Cosa c’entra? Beh a Buonfornello, dove appunto passava il tracciato della corsa, si doveva fare l’aeroporto di Palermo in sostituzione di quello obsoleto di Boccadifalco. Ma Qualcuno possedeva terreni incolti adiacenti a Monte Pecoraro. Palermo, la bella Palermo liberty dei Florio fu massacrata in quegli anni, c’è un fiume di sangue che chiede vendetta, ci sono famiglie massacrate da incidenti come Montagna Longa ed efferatezze che non sono state sanate con una giustizia piena. Chi ha parlato di “Primavera Siciliana”, in realtà vuole mascherare un lungo eterno Inverno di dolore e di mafia.
    prof. Aldo Ferrara, Università di Siena, Pres. del Centro Studi Ambiente Economia Ricerca

  20. Gabriele Lo Vico scrive:

    Sono un ragazzo palermitano di 27 anni che conosce la strage di montagna longa solo per i racconti di chi ha vissuto quel giorno ma che ha ben impresso nella mente la famosa croce perchè dai comuni limitrofi di Isola e Capaci, nei quali tante estati ho passato, alzando gli occhi verso la montagna e prestando un pò d’attenzione è ben visibile. Da più di 2 anni ormai per lavoro ho lasciato Palermo trasferendomi ad Aprilia (LT), ma in questa nottata di fine marzo come tante dopo essermi imbattuto in questo muro virtuale del ricordo, al quale ideatore rivolgo i miei saluti e complimenti, sento di dover inviare il mio abbraccio morale a chi ancora ricorda con più trasporto di me perchè direttamente toccato quel giorno infausto di parecchi anni fà. Una preghiera a chi, invece, in quella montagna che sovrasta il mare bello di Palermo che tanti bei ricordi suscita in me, ha suo malgrado bruscamente interrotto la vita.

    • montagnalonga scrive:

      Grazie.
      Luciano

  21. Antonella scrive:

    E’ stata una tragedia ancora oggi molto viva,i miei cognati Miro e Pina,(Miro fratello di Elio mio attuale marito)erano partiti per Roma la mattina del 5/maggio/72 affidando i loro due bambini ai nonni materni per rientrare la stessa sera col volo precedente a quello che hanno preso, ma incontrando per caso un amico si sono fermati per cenare insieme :mamma non preoccuparti, disse Pina alla sua mamma telefonicamente ritarderemo di qualche ora, tu metti a letto i bambini noi saremo a palermo un po’ più tardi.Poveri nonni! quante sere hanno dovuto mettere a letto i bambini e quante pene hanno dovuto affrontare ! i nonni per volere di Nostro Signore da un po’ di mesi non ci sono più!sono stati esemplari, grazie nonni! Ricordo che noi siamo stati avvertiti nella tarda serata e insieme ad altri parenti intimi ci siamo recati nella loro casa dove i bambini dormivano inconsapevoli dell’accaduto. ricordo che ad ogni rumore causato dall’ascensore speravamo ad un loro rientro ipotizzando un errore alle precedenti terribili notizie,ma il giornale delle quattro del mattino nella lista dei passeggeri includeva purtroppo anche loro! il giorno dopo abbiamo avuto il compito di recarci alla medicina legale a cercarli fra tutti gli altri corpi li giacenti,non spiego i particolari,in quanto molto raccapriccianti! mi sono mancati molto!eravamo sempre insieme ,loro con i loro bambini e noi con i nostri due! mi mancano ancora oggi e mi commuovo sempre allo stesso modo quando ne parlo! ringrazio Dio di avermeli fatto conoscere ma…..! Grazie e spero che il commento questa volta resti! (il precedente è andato inspiegabilmente perso) Antonella

  22. marcello scrive:

    ci sono salito in moto nel 97 allora quindicenne e ho recuperato 2 frammenti di aereo.da allora sono rimasto particolarmente interessato sulla vicenda in quanto cinisense-si respira una strana quiete in quei dintorni.marcello

  23. Alessandro scrive:

    Luciano sei una persona in gambissima e sei meritevole di essere amico di tutti coloro che vogliono la verità.

    • montagnalonga scrive:

      Grazie Alessandro, cerco di adoprerarmi affinchè questa tragedia non venga dimenticata e spero tanto che sia fatta chiarezza.

  24. Pierluigi scrive:

    Oggi un ulteriore sentenza a favore dei familiari delle vittime della strage di Ustica, bene qualcosa si muove, sono contento e vicino a loro.
    A quando un interessamento della magistratura pure per i nostri morti, per il nostro dolore, per la verità e la giustizia.
    Facciamo qualcosa per farci sentire di più.

    • montagnalonga scrive:

      Si spera che possa nascere un interessamento da parte della giustizia, alcuni parenti si sono mossi, arrivare alla riapertura di un nuovo processo non è facile.

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