Incidente aereo Volo Alitalia AZ 112 del 5 maggio 1972 località Montagna Longa di Carini (PA) Aeromobile Douglas DC-8 43 I-DIWB

Immagine della Croce di Montagna Longa

Questo blog è stato creato ed ideato da Luciano La Piana

Montagna Longa

5 maggio 1972 condizioni meteorologiche ottime, a Roma Fiumicino decollò un aereoplano, volo Alitalia AZ 112, in direzione dell’aeroporto Punta Raisi di Palermo con 115 persone a bordo, molti di loro ritornavano in Sicilia per votare, le elezioni si svolsero due giorni dopo, Il volo risultò regolare ma in avvicinamento all’aeroporto, il DC-8 invece di seguire la normale procedura prevista dalle normative, proseguì oltre schiantandosi alle 22.23 contro il crinale di Montagna Longa, alto 935 metri.
Da Carini e da altri versanti, fu visto da parecchia gente un grande bagliore seguito da un forte boato, i soccorsi partirono subito e le prime scene viste dai soccorritori furono raccapriccianti, corpi dilaniati e mutilati, oltre a resti dell’aeromobile sparsi sino alla base della montagna. Salirono anche gli “sciacalli” che sottrassero ai cadaveri gli oggetti preziosi.
Il processo si concluse dando la responsabilità ai piloti per non aver aderito alle procedure di avvicinamento, previste per l’aeroporto di Palermo.Ma c’è chi non ha creduto alla versione uffciale, perchè durante il processo vennerò fuori delle incongruenze, colei è Maria Eleonora Fais, che continua a battersi affichè la verità affiori.
Ecco quali sono le domande da porsi:

Perchè la Relazione Tecnico Formale era stata redatta in poco tempo, quando normalmente richiede parecchio tempo per arrivare alle conclusioni?

Perchè è stata data subito la responsabilità dell’accaduto ai piloti sostenendo che erano ubriachi, quando dopo l’esame autoptico i risultati davano parere opposto?

Perchè le testimonianze erano discordanti relativamente al punto di provenienza (da Est o da Ovest) dell’aeromobile?

Perchè la scatola nera aveva il nastro strappato?

Perchè non è stato tenuto in considerazione il Rapporto Peri?

Ci sono tante domande da porsi, le risposte lasciano a desiderare.

Lo scopo principale di questo sito non è solamente di ricordare le 115 (108 passengeri + 7 membri dell’equipaggio) vittime del disastro aereo, ma anche di dare luce a dei lati oscuri che in 40 anni, sono rimasti tali.

Nel menù a destra, troverete informazioni utili per conoscere meglio i fatti.

Il sito è aperto a tutti coloro che desiderano contribuire con del materiale e/o con un proprio commento, scrivendo al seguente indirizzo: scrivimi@montagnalonga.it

Luciano La Piana

Eccovi in anteprima nel web,  il video pubblicato da un cineamatore, all’indomani dalla disgrazia.

Attenzione il video è di forte impatto emotivo, è sconsigliata la visualizzazione da parte di soggetti emotivimamente sensibili 

In cima è stata eretta una croce in ricordo delle vittime

Il Sig. Pietro Faso, che ha perso il padre nel tragico evento, mi ha detto: ” Sono molto arrabbiato, perchè le Istituzioni si sono dimenticate delle 115 vittime“, infatti non c’è traccia in nessun quotidiano o telegiornale di commemorazioni da parte dello Stato.
Si commemorano tanti spiacevoli e dolorosi eventi, perchè le vittime del disastro di Montagna Longa sono state dimenticate? Cosa hanno di diverso le 115 vittime di Montagna Longa rispetto ad altre? Sono di serie B?

“La croce che sovrasta Montagna Longa è stata posta nel primo anniversario della sciagura il 05/05/1973 con la collaborazione dell’Ing. Salatiello,  padre di una delle vittime e proprietario della Keller di Palermo .
A Carini tutti ricordano quella tragica sera: tutti  ricordano quello che stavano facendo in quel preciso istante e ciascuno racconta il proprio aneddoto ( come e’ avvenuto per l’ attacco terroristico alle torri Gemelle dell’ 11 settembre 2001)”

Pino Mignano

87 risposte a Incidente aereo Volo Alitalia AZ 112 del 5 maggio 1972 località Montagna Longa di Carini (PA) Aeromobile Douglas DC-8 43 I-DIWB

  1. Laura G. scrive:

    Ciao, mi chiamo Laura G. e mio zio era sul quel maledetto volo.Io non l’ho neppure conosciuto perchè sono nata 10 anni dopo la sua morte ma dai racconti di mio padre (suo fratello) e mia nonna, mi sono affezionata a lui e gli voglio bene e piango come se avessi passato la mia vita con lui. Ogni anno per l’anniversario con la mia famiglia ci rechiamo a Carini per la messa e ogni anno è un rinnovarsi della sofferenza per mio papà e a vederlo il cuore mi si stringe. Ho letto tanti articoli, tante cose che riguardano la sciagura e anch’io non riesco a capacitarmi dell’accaduto. Mio padre mi ha sempre raccontato che i piloti hanno sbagliato la manovra e che non hanno visto la montagna, ma sapendo che il 1° pilota aveva tanta esperienza alle spalle anche su Palermo mi risulta alquanto difficile credere a questa teoria, credo invece più a quella dell’attentato e soprattutto vorrei tanto parlare con la s.ra Fais che si sta ancora impegnando per scoprire la verità, perchè anche secondo me è stato tutto sepolto, come sempre con le situazioni scomode. Tanti familiari non ci sono più, come mio nonno, ma per coloro che siamo ancora qui spero che tutto venga alla luce per dare pace alle anime dei ns cari e anche a noi. Io abito a Carini perchè ho sposato un carinese e mi piace pensare che sia stato mio zio a metterci lo zampino, per proteggermi da lassù e per farmi stare vicino a lui.
    Grazie, Laura

  2. Enzo Claudio scrive:

    Mi chiamo Enzo Claudio, il 5 maggio 1972 avevo 6 anni e 1/2, mia mamma era in attesa del mio secondo fratello. Mancavano pochi giorni al parto e quella maledetta sera per lo spavento subito temeva d’abortire, invece andò tutto bene, diciotto giorni dopo nacque mio fratello Salvo.
    In me è ancora vivo il ricordo di quei tragici momenti in cui nel mio mondo di bambino avevo capito ciò che era successo. Era una calda sera di maggio appunto e a casa nostra era venuto a trovarci un mio zio quando improvvisamente fummo attratti fuori nel terrazzo (casa mia è alle spalle del centro storico di Carini e dal terrazzo si ha una magnifica vista delle montagne) c’era stato un forte boato e dalla montagna veniva giù una colata di fuoco, sulla sommità si sprigionavano alte le fiamme.
    Dai discorsi dei miei capii che probabilmente un aereo vi era andato a sbattere e la cosa mi rattristò parecchio. Ho ancora in mente le luci dei fari dei veicoli dei soccorritori che fendevano le montagne attorno a noi nel tentativo di raggiungere la sommità di montagna Longa. Ricordo nei giorni successivi i discorsi della gente, dello strazio che avevano visto andando a curiosare e purtroppo furono tanti anche i casi di sciacallaggio.
    Negli anni successivi Mons. Badalamenti, l’arciprete di Carini, nel giorno della sciagura suonava le campane del Duomo a lutto e diceva una messa in suffragio delle vittime.
    Oggi ho 41 anni vivo lontano dalla mia terra ma non riesco a dimenticare la mia Sicilia e quel 5 maggio 1972. Un affettuoso saluto

  3. Nicole Vickers scrive:

    Although it is 2007, my story starts with one fateful day in 1972. I have no memory of this day or of him as I was only 22 months old. My father at the time was a chef travelling for his job. It was May 5th and he was on Alitalia flight 112 from Palermo, Sicily to London, England when it crashed into a mountain. I have been told the same story my whole life about that day. My mom had sewed some new dresses for me and that because I was the apple of his eye he wanted to get home quicker to see me in those dresses, so he decided to get on an earlier flight. What a mistake that turned out to be.
    I am now 37 years old and with the help of someone very special to me I am almost at the end of this story. He is the person who has helped me find out the information regarding my dad’s flight and to him I will always be grateful. I have had many things happen to me in my life that I feel would not have happened had I had my dad around, but I know that when I go to Sicily and stand up on top of the mountain where my dad died it will be the closure I need to finally let him go and move on in my life.

    • Tom Filingeri scrive:

      I know it has been almost a year since you’ve left your comment about that
      horrible day in 1972.
      I feel for you, I myself lost a parent when I was younger, but I was already old enough to remember my Mother when she passed away.
      I also thought about a lot of what-ifs and over 30 years later I suffer from the effects of that loss,I wonder though, have you gone to that mountain yet?
      I hope you find closure,

  4. Giuseppe scrive:

    E’ davvero molto bella l’iniziativa di una pagina web dedicata al disastro di Montagna Longa, soprattutto per onorare le vittime di quella tragedia.
    Avevo quasi 17 anni all’epoca e ricordo bene il senso di angoscia che mi prese nel sentire quella notizia. Ero appassionato di aerei e di aviazione in genere e ricordo che ero arrabbiatissimo perché mi chiedevo cosa mai ci facesse quel DC8 sulla montagna.
    Da lì a un mese avrei fatto il mio primo viaggio in aereo e per di più intercontinentale (da Palermo a New York)… Non avevo paura, ma ricordo che durante tutto il volo il mio pensiero fu costantemente rivolto alle vittime di quella sciagura con commozione.
    Oggi, ogni volta che vado a Punta Raisi, il mio sguardo si rivolge sempre spontaneamente alla cima di quella montagna e il mio ricordo affettuoso va a quelle 115 persone che non sono più con noi.

  5. Ninni Ingrassia scrive:

    La notte del 5 maggio 1972 ero sul treno per Marsala dove svolgevo il servizio militare in aeronautica.
    Il treno rimase fermo per circa tre ore in qualche posto vicino Cinisi e qualcuno che andò ad informarsi del perchè della prolungata sosta portò la notizia dell’incidente aereo.
    Provai una grande tristezza per quanto appreso ma solo il giorno dopo leggendo il giornale ebbi l’esatta dimenzione della tragedia. Un incidente di tale gravità non si era mai verificato nelle nostre zone.
    In seguito seppi che tra le vittime c’era Franco Indovina famoso regista cinematografico e fratello di un mio caro amico.
    Ancora oggi quando percorro l’autostrada alzo lo sguardo verso Montagna Longa ed il mio pensiero va a quanti lì persero la vita.

  6. Massimo scrive:

    Avevo 23 anni quando è successo l’incidente. Il giorno prima dell’incidente aereo ero nel mio ufficio, all’Italturist, un’agenzia di viaggi di Roma.
    Alle 10 del mattino si apre la porta e una bella Signora si affaccia per salutarci. Quella donna era la prima volta che la vedevo e sarebbe anche stata l’ultima.
    Era la direttrice dell’agenzia di Palermo, a Roma per una riunione nazionale, e il 5 maggio tornava a casa con quel volo.
    Oggi, nonostante siano passati tanti anni me la ricordo ancora.
    Se la mia testimonianza potesse essere letta dai parenti di quella signora che io conobbi solo per un istante ma che ricordo ancora oggi ne sarei contento.
    Naturalmente approvo la tua iniziativa ed è ancora più rimarchevole perchè la porti avanti nonostante tua zia si sia salvata per aver perso l’aereo.

  7. Sergio Loconte Còrdoba - Argentina scrive:

    Montagna Longa.

    Fra pochi giorni (5/5/08) si compiranno 36 anni della sciagura di Montagna Longa.
    Durante vari mesi ho cercato di rintracciare, per mezzo di Internet, i componenti di una famiglia a me molto cara, in quanto trovai il nome del mio caro vecchio amico componente di quella famiglia, gli scrissi.
    Purtroppo le notizie che mi dette dei suoi non furono per nulla buone, tre dei cinque componenti della famiglia già non esistevano più
    La persona per la quale avevo un affetto particolarmente profondo,si trovava nel volo del 5 maggio 1972, per mezzo di Internet ebbi più dati precisi sulla sciagura che aveva troncato la vita a 115 persone lasciando le rispettive famiglie prive dei loro Cari, mi sentì presente sentendomi completamente unito a tanto dolore, che fu il mio stesso, con la differenza che io lo seppi 36 anni dopo per Internet e fu come se la sciagura fosse occorsa lo stesso giorno in cui ne venni al conoscimento (2/2/08).
    Sto per compiere 81 anni ma il cuore palpita e soffre come se ne avessi 18, spero che per la fine di quest’anno sarò presente in quel luogo, ho letto il suo scritto Signor La Piana da cui apprendo della generosità del famigliare che ha eretto ,per tutti,quella grande bellísima Croce sulla Montagna Longa, ricordo che resterà perenne nel cuore di tutti quanti la vedano.
    Vivo in Argentina dall’anno 1951, sarebbe per me una gran consolazione poter posare un fiore ai piedi di quella Croce, quel fiore sarebbe un símbolo di amore, di rispetto verso tutti i componenti di quel volo AZ 112 dell’Alitalia che distrusse lo spirito di più di 115 famiglie.
    Continuando con la lettura dei dettagli, comprendo sempre più quan duro ed insensibile sia il sentimento umano e quanto ingannevoli e menzoniere siano le parole e le promesse delle autorità e dei periodisti che allora condivisero con la gente la necessità di consolidare il terreno del viottolo pericoloso che conduce al posto della sciagura.
    Forse tale lavoro avrebbe rappresentato una spesa troppo grande, il rimborso, a lunga scadenza, si sarebbe potuto ricuperare con l’offerta di un obolo minimo e donazioni facoltative lasciati all’entrare.
    Questo luogo già da anni avrebbe il suo cammino aperto all’amore e al ricordo, forse si sarebbe già saldato il costo del lavoro.
    Egregio Signor Luciano La Piana, chissà quanto più si potrebbe scrivere sul tema, forse meno parole e più fatti darebbero un miglior risultato.
    Sono tornato a scrivere questa nota nel timore che nella precedente si stato comesso un errore di destinatario.
    Con i sensi della mia più alta considerazione, la saluto rispettosamente.

    P.S: forse dopo tanti anni dell’incidente, questo mio semplice scritto cadrà nel dimenticatoio come tanti altri.Essendo sempre presente l’egoismo umano,non mancherà chi dirà:”A me che me ne importa?…”

  8. Sergio Loconte scrive:

    Còrdoba – Argentina 01.07.2008

    Sono passati ormai 36 anni dalla sciagura di Montagna Longa, qualunque accusa ,sospetto o reclamo non danno più una soluzione all’accaduto. Però non si può proibire di ragionare su quanto è accaduto.
    D’accordo a una nota che trovo in pagina 3 de 4 il cui titolo dell’articolo è:”Disastro aereo-Volo Alitalia AZ 112 del 5 maggio 1972. località Montagna Longa (PA) aeromobile Douglas DC8 -43 I-DIWE si legge in un paragrafo: ”Durante un regolare volo di linea un DC8 -43 marca I-DIWE dando precedenza ad un aeromobile in atterraggio all’aeroporto di Palermo Punta Raisi si schiantava su Montagna Longa sita tra il territorio di Carini ed il territorio di Cinisi.”
    Questo paragrafo sembrerebbe l’estratto di un documento ufficiale. Indubbiamente è molto sintetico, l’unica espressione che può suscitare meraviglia e dubbi è: ”dando precedenza ad un aeromobile in atterraggio…”. Dal momento che la Torre di Volo dà la precedenza a un altro velivolo per atterrare, quale motivo impellente esiste per interrompere il normale atterraggio di un aeroplano di linea la cui ora di arrivo a destino è già stabilita?
    Come si può postergare un atterraggio ufficialmente previsto da Aerolíneas per dar luogo a un altro aereo il cui atterraggio non si sa se era previsto?.
    Qui sorgono le domande:
    1) Chi aveva diritto di atterrare per primo?
    In questo caso la Torre di Volo deve comunicare con tempo all’aereo di linea di continuare volando ad una certa altezza in attesa che la Torre di Volo gli concede il permesso di atterrere.
    2) Quale aereo aveva la precedenza?
    3) Che successe con la Torre di Volo?
    4) Chi fu avvisato con tempo dell’inconveniente di due atterreggi quasi simultanei?
    Sarebbe veramente molto interessante avere a rispetto precise risposte.
    Ormai sono passati molti anni, il personale della Torre già non sta più in condizioni di rispondere.
    Un aereo di linea non può effettuare una virata con una inclinazione di quasi 45° . a bassa quota e con un pericolo di fronte della grandezza e altezza di una montagna..
    Le persone che credettero di aver visto l’aereo in fiamme potrebbe essere dovuto all’effetto procurato da una turbina che prese fuoco, in questo caso perchè allora la Torre di Volo dette la precedenza di atterrare all’altro aereo?….
    Cercherò il libro di diritto aereo ed il regolamento per gli atterraggi (forse) forzosi di due aerei, a chi corrisponde la precedenza?
    Sono passati molti anni in cui studiai le leggi che governano i voli, tutto sta riunito in “Legislazione aerea.”.
    Come dico e ripeto, dopo tanti anni a che serve protestare se le 115 anime non ritorneranno più. Chi sono i responsabili?
    Saperlo adesso sarebbe una semplice curiosità.

    La saluto molto cordialmente.

    Sergio Loconte
    (Ing.Aeronautico)

  9. Mauro M scrive:

    Ho preso proprio quel volo da Roma esattamente una settimana prima,
    avevo 9 anni e con la famiglia andammo a Palermo.
    Ricordo lo sgomento a casa, la nonna che da una parte ringraziava il
    Signore e da un altra piangendo pregava per chi era caduto
    A distanza di tanti anni spesso mi raccomando al Cielo per il bene dei
    parenti delle vittime.

  10. Giovanni G scrive:

    Quella sera mi trovavo a Carini, sulla terrazza di casa assieme a mia madre che stava rientrando i panni stesi…..avevo sei anni.
    Era una bella serata primaverile ,calda e fuori si stava benissimo.
    Dalla vicina piazza ,il discorso appassionato dell’allora sindaco che chiudeva la campagna elettorale.
    Mi torna l’immagine di me con accanto la mia mamma che con il naso per aria ,vediamo passare ,bassissimo ,un grosso aereoplano che ,seguito da una scia di fuoco ,andava a schiantarsi con un terribile boato su montagna longa.
    Mia madre gridò e un attimo dopo mi trascinò dentro facendosi il segno della croce.
    Io non capii subito quello che stava succedendo ,ricordo quella notte l’interminabile processione di ambulanze ,pompieri……ricordo che per molti giorni il fumo ,bianco continuava a venire su dalla “montagna maledetta” ricordo i miei parenti che il giorno dopo armati di binocolo, dalla stessa terrazza commentavano il triste evento ,ricordo il mio vecchio zio che leggendo il giornale cercava di spiegarmi a modo suo i particolari di cui ero avido.
    Ricordo le bare allineate nella nostra bella piazza.
    Quell’evento rimase indelebilmente impresso nella mente di tutti.
    La cosa che più mi impressionò fu il suono ,indescrivibile ,che l’aereo emetteva nei suoi ultimi momenti.
    Questo è il mio ricordo….

  11. Gianpierp G scrive:

    Avevo 16 anni allora, ma non riuscii a capire il perchè gli organi di stampa di quel tempo diedero subito la colpa ad un errore umano.
    Il Comadante Bartoli era un uomo di provatissima esperienza, come di grandissima esperienza allora…….come oggi erano gli organi governativi preposti alle inchieste…….da insabbiare, io in quella tragedia non ho perso nessuno (non sono nemmeno siciliano anche se abito a Palermo), ma la cosa che non dimenticherò mai la superficialità con cui, trattarono il tutto sembrava che avessero una gran fretta…….di chiudere, nel 1972 siamo agli inizi degli anni di piombo….chissà.
    Vi dico anche che otto anni dopo sarei scampato miracolosamente al disastro di Ustica, grazie ad un normalissimo ritardo burocratico, del resto siamo ed eravamo in Italia.
    Grazie per aver potuto parlare con Voi sono vicino alla vostra commozione che è anche la mia.

  12. Maria Laura scrive:

    Un fratello di mio papà e sua moglie erano su quell’areo. Ero una bambina, ma ricordo ancora la faccia di mio padre nei giorni successivi alla tragedia; io non sapevo nulla, ma avvertivo che qualcosa di terribile era accaduto, un’inenarrabile tragedia! I miei cuginetti rimasti senza mamma e papà …, non so come siano riusciti a spiegare tutto a due bambini, che per tutta la vita si sono portati dentro questo immenso dolore.
    Nella disgrazia, hanno avuto la grande fortuna di avere accanto due “angeli custodi”, i nonni materni, che se ne sono presi cura con grande dedizione, amore e pazienza inesauribile. Il mese scorso, anche la nonna, purtroppo, li ha lasciati; è stato come perdere la mamma ancora una volta o forse la prima, perchè erano troppo piccoli.
    Quante volte ho sentito raccontare questa storia da questi nonni, sempre con le lacrime agli occhi e con tanta disperazione, come se fosse accaduto un attimo prima. Come si può dimenticare?!?

  13. salvatore scrive:

    sono un cacciatore e mi capita spesso di andare a montagna longa e quando passo dalla croce lascio sempre un fiore e un saluto per i vostri cari parenti

  14. piero graziano scrive:

    Avevo 8 anni quando e’ successo l’incidente,ed ancora oggi nonostante siano passati tanti anni,ricordo le sirene dei mezzi di soccorso che passavano da via b.verona,ed in tarda serata fu’ divulgata la notizia con l’edizione straordinaria del telegiornale.Oggi nell’era di internet le notizie sono fulminie.In quella sciagura ho perso un cugino Mario Graziano.Lo scorso dicembre la trasmissione chi l’ha visto dopo anni si è riparlato di Montagna Longa è grazie alla trasmissione ho potuto in parte soddisfare la mia curiosita’che mi porto dietro da quel giorno nel vedere in fotografia il 1°ufficiale Dini. Ma il mio grande desiderio e’ quello di poter vedere in fotografia il Comandante Roberto Bartoli.Spero in voi .Grazie

    • montagnalonga scrive:

      Purtroppo del Comandante Roberto Bartoli, non ho foto, le immagini sono difficili da reperire. Penso che qualcuno abbia ancora filmati e foto e neanche ricorda di averle riposte in un cassetto.
      Saluti.
      Luciano La Piana

  15. Nino Randazzo scrive:

    Avevo dodici anni quando e successo questa triste tragedia ,mi trovavo in piazza mi recavo a comprare dei biscotti per la mia piccola sorellina Isabella .Come ogni piccolo ragazzino mi piaceva sognare quando camminavo ,ero arrivato davanti la chiesa matrice quando improvisamente quardavo questo aereo ,mi sono accorso che aveva tutte le luce accese mi e sembrato molto strano ,continuando ancora a camminare sono arrivato a casa che sarebbe in via pietro mascagni {casalani}quando inprovisamente ho sentito un grande scoppio ,mia madre e mia nonna si sono messi a gridare e anche tutti i vicini di casa gridando con gran paura e dolore ,tutti siamo saliti in terrazza per andare a vedere che cosa e successo non me lo dimentichero mai e stato come un incubo la montagna era tutta infiammata con una nuvola di fumo nero . La montagna resto in fiamme e fumo piu di due giorni mi ricordo che i soccorsi sono arrivati da per tutto ,mando tante condoglianze a tutte le famiglie che anno perso familiari in quella tragedia.

  16. luigi minore scrive:

    mi rivolgo a tutte quelle persone che anno ,perso gualcuno a montagna longa sono luigi nato a palermo ma vivo a torino .per 11 anni tutti gli anni andavo a montagna longa per installare e fare manutenzione ai tralicci che ci sono vicino alla grande croce,essendo un tecnico. tutti gli anni mettevo 1 fiore e pregavo per voi che siete rimasti nel dolore.si possone dire tante cose sul disastro.ma le istituzioni si sono dimenticati di quelle povere anime cadute da subito.condoglianze per voi tutti

  17. paola pentimella testa scrive:

    http://www.famigliacristiana.it/Informazione/News/articolo/montagna-longa-il-dossier-misterioso.aspx

  18. Pingback: 2010 in review | Blog sul disastro aereo di Montagna Longa

  19. aldo ferrara scrive:

    Avevo 24 anni, su quel volo avrei dovuto esserci anche io per andare a votare. C’erano invece amici Elisa e Pietro Criscuoli. Carla Colajanni della quale serbo ricordi infantili ed un compagno di scuola, Roberto Pottino. Proveniente da Milano in ritardo, perdo l’aereo insieme all’Ing. Cecchini, genero dei La Francesca amici di Famiglia. Ho serbato per anni il biglietto, poi , sposatomi, l’ho gettato via con i ricordi di ragazzo maturati nella mia Palermo. Adesso sto scrivendo un volume sulla Targa Florio. Cosa c’entra? Beh a Buonfornello, dove appunto passava il tracciato della corsa, si doveva fare l’aeroporto di Palermo in sostituzione di quello obsoleto di Boccadifalco. Ma Qualcuno possedeva terreni incolti adiacenti a Monte Pecoraro. Palermo, la bella Palermo liberty dei Florio fu massacrata in quegli anni, c’è un fiume di sangue che chiede vendetta, ci sono famiglie massacrate da incidenti come Montagna Longa ed efferatezze che non sono state sanate con una giustizia piena. Chi ha parlato di “Primavera Siciliana”, in realtà vuole mascherare un lungo eterno Inverno di dolore e di mafia.
    prof. Aldo Ferrara, Università di Siena, Pres. del Centro Studi Ambiente Economia Ricerca

  20. Gabriele Lo Vico scrive:

    Sono un ragazzo palermitano di 27 anni che conosce la strage di montagna longa solo per i racconti di chi ha vissuto quel giorno ma che ha ben impresso nella mente la famosa croce perchè dai comuni limitrofi di Isola e Capaci, nei quali tante estati ho passato, alzando gli occhi verso la montagna e prestando un pò d’attenzione è ben visibile. Da più di 2 anni ormai per lavoro ho lasciato Palermo trasferendomi ad Aprilia (LT), ma in questa nottata di fine marzo come tante dopo essermi imbattuto in questo muro virtuale del ricordo, al quale ideatore rivolgo i miei saluti e complimenti, sento di dover inviare il mio abbraccio morale a chi ancora ricorda con più trasporto di me perchè direttamente toccato quel giorno infausto di parecchi anni fà. Una preghiera a chi, invece, in quella montagna che sovrasta il mare bello di Palermo che tanti bei ricordi suscita in me, ha suo malgrado bruscamente interrotto la vita.

    • montagnalonga scrive:

      Grazie.
      Luciano

  21. Antonella scrive:

    E’ stata una tragedia ancora oggi molto viva,i miei cognati Miro e Pina,(Miro fratello di Elio mio attuale marito)erano partiti per Roma la mattina del 5/maggio/72 affidando i loro due bambini ai nonni materni per rientrare la stessa sera col volo precedente a quello che hanno preso, ma incontrando per caso un amico si sono fermati per cenare insieme :mamma non preoccuparti, disse Pina alla sua mamma telefonicamente ritarderemo di qualche ora, tu metti a letto i bambini noi saremo a palermo un po’ più tardi.Poveri nonni! quante sere hanno dovuto mettere a letto i bambini e quante pene hanno dovuto affrontare ! i nonni per volere di Nostro Signore da un po’ di mesi non ci sono più!sono stati esemplari, grazie nonni! Ricordo che noi siamo stati avvertiti nella tarda serata e insieme ad altri parenti intimi ci siamo recati nella loro casa dove i bambini dormivano inconsapevoli dell’accaduto. ricordo che ad ogni rumore causato dall’ascensore speravamo ad un loro rientro ipotizzando un errore alle precedenti terribili notizie,ma il giornale delle quattro del mattino nella lista dei passeggeri includeva purtroppo anche loro! il giorno dopo abbiamo avuto il compito di recarci alla medicina legale a cercarli fra tutti gli altri corpi li giacenti,non spiego i particolari,in quanto molto raccapriccianti! mi sono mancati molto!eravamo sempre insieme ,loro con i loro bambini e noi con i nostri due! mi mancano ancora oggi e mi commuovo sempre allo stesso modo quando ne parlo! ringrazio Dio di avermeli fatto conoscere ma…..! Grazie e spero che il commento questa volta resti! (il precedente è andato inspiegabilmente perso) Antonella

  22. marcello scrive:

    ci sono salito in moto nel 97 allora quindicenne e ho recuperato 2 frammenti di aereo.da allora sono rimasto particolarmente interessato sulla vicenda in quanto cinisense-si respira una strana quiete in quei dintorni.marcello

  23. Alessandro scrive:

    Luciano sei una persona in gambissima e sei meritevole di essere amico di tutti coloro che vogliono la verità.

    • montagnalonga scrive:

      Grazie Alessandro, cerco di adoprerarmi affinchè questa tragedia non venga dimenticata e spero tanto che sia fatta chiarezza.

  24. Pierluigi scrive:

    Oggi un ulteriore sentenza a favore dei familiari delle vittime della strage di Ustica, bene qualcosa si muove, sono contento e vicino a loro.
    A quando un interessamento della magistratura pure per i nostri morti, per il nostro dolore, per la verità e la giustizia.
    Facciamo qualcosa per farci sentire di più.

    • montagnalonga scrive:

      Si spera che possa nascere un interessamento da parte della giustizia, alcuni parenti si sono mossi, arrivare alla riapertura di un nuovo processo non è facile.

  25. Enrico Marras scrive:

    Salve,

    A distanza di anni, vedoche lo Stato Italiano (per il quale lavoro), non fa niente per commemorare quelle 115 a,ime partite troppo presto.
    Viaggio spesso in aereo e, pur non avendo mai avuto problemi maggiori, ho sempre un pensiero per quanti come me facevano unviaggio in “tutta tranquillità”…
    Tnte e sincere condoglianze a tutti i famigliari delle vittime di questo 2° Caso Ustica…se mi permettete, dove l’omertà (dello stato) pesa come una pena per i mfamigliari delle vittime, incopressiblile.

    Un caro saluto.
    Enrico

  26. Patricia Mead scrive:

    My mother Olga was killed on this flight but I have only just discovered both this blog and the fact that there is a memorial. I am still in shock. Does anyone know if there is anything planned for 5.5.2012 – the 40 year anniversary?

    • Geraldine Hatton scrive:

      Dear Patricia, I was told, only today, there is to be a memorial as it is now 40 years since the accident. Sadly, my sister was also on the same flight. Even now, I clearly remember your mother’s name and I have thought often about her and the family she left behind, so many lives were changed that day. When I get more details I will post you. Remember the good times, Patricia, your mum will always be with you.

      • Annetta Slade scrive:

        I am so proud of my Mum, Patricia, and her sisters who have just come back from the memorial in Sicily. Something has changed and I can hear it in her voice as she talks about my grandma. Just knowing the accident is not forgotten and that there is somewhere with grandma’s name on it means so much and one day I want to go and say goodbye myself.

  27. BENINATI ANTONELLA ZARBO scrive:

    ogni tanto passo di qua, come se dovessi trovare un qualcosa che……non so neppure io cosa,ma è come aver paura di dimenticare qualcosa che ti ha ferito per la vita…..no’ non voglio e non posso dimenticare…..continuo ad amarli come allora,saranno sempre nel mio cuore!!! grazie Luciano dell’interessamento e di darmi la possibilita’ virtuale di stare vicina ai miei cari cognati Miro e Pina!!!

    Grazie ancora Luciano
    Antonella B. Z.

    • montagnalonga scrive:

      Cara Antonella, questa tuo commento non fa altro che farmi capire che ho fatto e sto facendo un “lavoro” che aiuta a non dimenticare e a essere di aiuto a chi come te vuole essere vicina ai suoi cari.
      Grazie a te per il tuo contributo.
      Luciano

  28. Michele scrive:

    Buongiorno,
    vorrei lasciare anche io un mio commento sulla vicenda.
    Premetto che per fortuna non sono stato interessato dalla vicenda nè in maniera diretta nè in maniera indiretta. Sono un grande appassionato di aviazione e in questi ultimi anni in particolari ho letto molto su le cause di incidenti aerei. Questo in generale. La cosa che più mi colpisce che in incidenti con più vittime anche di questo sono state scoperte le cause e le motivazioni che hanno portato al disastro ( e con assoluta certezza). Le motivazioni vanno da scelte errate di chi governa l’aereo (o controllori), cause naturali esterne, attentati, struttura dell’aeromobile, etc. L’incidente di Montagna Longa come quello di Ustica sono invece due incidenti che nonostante siano passati oramai quasi 40 anni rimane ancora un velo di mistero su l’esatta dinamica.
    Parlando di Montagna Longa in particolare ho letto che le vittime erano scalze…..(sicuramente qualche comunicazione era stata fatta perchè qualcosa stava accadendo) inoltre qualcuno dall’esterno prima dello schianto aveva visto dei bagliori (io credo anche all’interno dell’aereo)
    Io credo che qualcosa è successo nelle ultime fasi prima dell’atterraggio. Tutta questa situazione avrà determinato una situazione di panico generale e di ingovernabilità dello stesso aereomobile.
    E’ difficile andare avanti senza sapere il come e il perchè ti è stato strappato la persona che più amavi. Quelle anime mi viene da pensare non hanno ancora pace….sono come dire sospese fino a quando non verrà fatta completa giustizia.
    Il tempo aggiusta tutto ma…cancella anche tutto. Quando ci saranno poche persone che ne parleranno allora sembrerà che il fatto sarà stata una semplice causalità. Bisogna parlarne e insistere nel cercare nuove prove nuove testimonianze per far luce su ciò che è ancora oscuro.
    A mio avviso il vostro sito è perfetto per non spegnere mai la speranza di sapere
    Invitate a lasciare testimonianze andate a trasmissioni televisive. Solo così si porterà la luce dove ancora non c’è…Grazie per avermi lasciato questo piccolo spazio.
    Michele

    • Pierluigi scrive:

      Purtroppo come per Ustica caro Michele anche qui ci si scontra con un muro di gomma, con l’aggravante di come si gestivano “le cose” negli anni ’70.
      Tutto nell’ottica di chi sa, che quelli che ricordano, passando il tempo saranno sempre meno…
      Un pensiero affettuoso per Padre Vincenzo Badalamenti.
      Pierluigi

      • Michele scrive:

        E’ vero quello che dice. Sono altrettanto convinto però che con i mezzi che abbiamo oggi si potrebbe fare maggiore chiarezza sopratutto per “per loro” che non ci sono più….
        Cosa ci è rimasto di loro se non una foto ingiallita???
        Cosa possiamo fare noi qua per togliere dai loro ricordi anche un solo istante di dolore che hanno dovuto sopportare vedendosi arrivare la morte in faccia?
        Non capisco perchè ci si scoraggia ci senta sconfitti di fronte a una realtà cento volte mille volte più grande. Io cercherei di portarla avanti come scopo di vita.
        La verità esiste. In ogni cosa.
        Michele

      • Pierluigi scrive:

        Il processo non lo vogliono e sottolineo VOGLIONO riaprire, non so se è a conoscenza se no si documenti su cosa ha fatto in merito la sig.ra Fais per la riapertura, ma non ci si riesce, non ci si riesce…
        Purtroppo anche mia madre è andata via nel 2010 e questo è quello a cui si punta la fine della memoria di questa strage, che è stata ormai da qualcuno chiamata la strage dai capelli bianchi.
        Pierluigi

      • montagnalonga scrive:

        Sono a conoscenza su cosa ha fatto la sir.ra Fais, che conosco e con cui sono in contatto.
        Siamo quasi a 40 anni dall’evento, ma non bisogna demordere.
        Lei ha perso un caro nell’incidente?
        Luciano La Piana

      • Pierluigi scrive:

        Si lo so sig. La Piana che lei è pefettamente a conoscenza dei fatti si deve a lei questo sito, replicavo al sig. Michele.
        Riguardo la sua domanda purtroppo mio padre era sull’aereo.

      • montagnalonga scrive:

        Sig. Pierluigi, mi sono accorto successivamente che la sua domanda era in risposta al sig. Michele.

      • Michele scrive:

        Buongiorno,
        mi riesce a illustrare in maniera sintetica una situazione chiara di cosa “non si riesce fare”.
        Magari per qualcuno non è più necessario sapere. Forse è passato troppo tempo. Io da esterno dico che per me dopo 40 anni non è ancora stato chiarito esattamente la dinamica. Ma forse ripeto è solo una mia impressione..

      • Pierluigi scrive:

        No non è una sua impressione è quello che il sistema giudiziario italiano è stato capace di fare, ossia la cosa più facile, molto probabilmente come pensa anche lei non quella che rispecchia il reale accadimento delle cose.

  29. Michele scrive:

    Egregio Signor Luciano La Piana, credo che il suo blog debba cercare, a mio modesto parere, di mettere insieme coloro che vogliono portare un piccolo contributo che aiuti a far chiarezza su quanto accaduto. Penso che dopo 40 anni non è possibile ancora “non sapere” cosa sia successo. Quando succedono eventi come questi tutti rimangono colpiti. Anche chi in nessun modo viene toccato dalla vicenda.
    Mi piacerebbe che lei ne parlasse se lo ritenesse corretto e opportuno.
    Michele

    • montagnalonga scrive:

      Gent.le Sig. Michele, il blog è aperto a tutti ed ovviamente accetto consigli, come il suo che ritengo interessante.
      Colgo l’occasione dando la mia disponibilità ad aprire una pagina dedicata a coloro che abbiano materiale dell’epoca e che desiderino dire la loro.
      Non necessariamente i contributi debbono esser dati da competenti in materia, l’idea è quella di cercare di studiare questo incivolo in ogni minimo dettaglio, con commenti che possano costruire un puzzle.
      Questo blog è stato da me creato nel 2007 ed è cresciuto grazie ad alcuni parenti delle vittime e da coloro che credono che si possa far luce su un evento ancora dai lati oscuri.
      Potete scrivermi al seguente indirizzo email: scrivimi@montagnalonga.it

      Luciano La Piana

  30. marcello scrive:

    Cio che e accaduto su quell’aereo me lo domando tutti i giorni passando ai piedi della montagna in autostrada.nel mio paese le persone danno per scontate le loro versioni.Io invece dopo tanti anni non riesco a capire come un aereomobile che segnala la sua posizione alla torre di controllo per atterrare misteriosamente va a disintegrarsi nel versante di ponente di montagna longa.troppo alto per atterrare e troppo basso per attraversare un centro abitato.durante una passeggiata in moto tempo indietro in quell area ricordo che passo sulla mia testa un aereo ..nonostante la montagna sia abbastanza alta l’aereo era un puntino altissimo

  31. Pierluigi scrive:

    Segnalo questo link lo ritengo interessante: http://it.paperblog.com/montagnalonga-riaprite-quel-processo-958889/
    Siamo a cinque giorni dal quarantennale del disastro e non sono a conoscenza di alcuna iniziativa delle Istituzioni a qualsiasi livello esse siano per ricordare il triste evento, tranne ovviamente quanto fà da 40 anni la Chiesa di Carini…

  32. Cristiano Renzini scrive:

    Da Repubblica.it
    Montagna Longa, una nuova pista: “Quell’aereo fu colpito dai proiettili”
    Chiesta la riapertura dell’indagine: una foto scattata il giorno dopo del disastro rivelerebbe tre fori d’entrata sull’ala del Dc 8 schiantatosi quarant’anni fa sulla montagna di Carini, poco distante da Punta Raisi. “Era in corso un’esercitazione della Nato”.

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/05/03/news/montagna_longa_una_nuova_verit_l_aereo_fu_colpito_dai_proiettili-34356330/?ref=HREC1-7

  33. Ste scrive:

    Sono relativamente giovane e provo un momemto di vergogna nell’ammettere che non conoscevo la disgrazia di Montagna Longa … Oggi leggo sui quotidiani di alcune novità e sto approfondendo l’argomento su questo blog e altre pagine web … affinchè la memoria non si spenga e finalmente si possa portare alla luce la verità.
    Questo il link all’articolo di questa mattina su Repubblica.it
    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/05/03/news/montagna_longa_una_nuova_verit_l_aereo_fu_colpito_dai_proiettili-34356330/?ref=HREC1-7

  34. Mike scrive:

    Sinceramente non conoscevo questo tragico evento. E dire che sono stato e sono attento a queste notizie: anni fa facevo molti voli aerei per lavoro e purtroppo due mie colleghe sono morte nell’incidente di Linate del 2001. Su questo incidente credo sia calato un silenzio incredibile e “strano”. Oggi ho letto su repubblica che il caso forse viene riaperto: Alcune foto mostrano segni compatibili con proiettili. Ma in che c..o di paese viviamo?

  35. Maria Misuraca Agnello scrive:

    Gentile Signor Luciano, il 5 maggio 1972 su quell’ aereo, insieme a tante persone che conosceva, c’ era anche il mio amatissimo Papà. Io avevo sedici anni.
    Da quella data che porto e porterò sempre nel cuore, ho lasciato Palermo e non ho seguito più le cronache sull’ argomento perchè, comunque fossero andate le cose, i nostri cari non sarebbero ritornate ed io e la mia amatissima Mamma saremmo impazzite o morte.
    Ciononostante ammiro la sua iniziativa e le sono vicina.
    Oggi, durante la lettura dei giornali online mi sono imbattuta nell’ articolo de La Repubblica Palermo ed visto immagini che mi hanno riportato indietro come in un film. Che ferita aperta.
    Una strana sensazione perchè da quel giorno, spessissimo, sogno mio Padre e la mia casa di Palermo , quindi tutto sempre presente: sempre.
    Grazie ed un pensiero partecipe che ci accomuna anche se non ci siamo mai conosciuti.
    Maria Misuraca Agnello

    • montagnalonga scrive:

      Ringrazio Lei per ciò che dice nei miei confronti.
      Sono vicino a Lei, Sua mamma ed a tutti coloro che hanno perso i propri cari in questo tragico evento.
      Luciano La Piana

      • Maria Misuraca Agnello scrive:

        Grazie

      • Maria Misuraca Agnello scrive:

        Ormai anche la mia Mamma, dopo tanta sofferenza se n’è andata. MI ritengo, però, una persona fortunata : due genitori speciali che mi hanno dato e insegnato molto.
        La saluto con un pensiero positivo di dolci ricordi.

      • montagnalonga scrive:

        Mi spiace e mi scuso per la gaffe.

    • Michele scrive:

      Io credo che sia giusto non seguire per ricordare sopratutto per chi è stato investito in pieno dalla vicenda. E la capisco. Ma non bisogna secondo me mai perdere la speranza di capire dove sta la verità.
      Loro hanno sofferto molto e purtroppo non c’è nessuno che è tornato indietro per dirci come sono andate veramente le cose. Io sono estraneo ai fatti ma vivo la vicenda quasi come se fosse mia, cercando di portare un contributo.
      Penso che il blog di La Piana aiuti molto alla discussione e incitare a non dimenticare il fatto come un “evento vecchio”.
      Bisogna essere in tanti a cercare di chiedere la verità. Non dimentichiamoci di loro.

  36. Roberta scrive:

    Avevo nove anni. Ero compagna di banco di una bambina che aveva perso il papà quella notte. Ricordo che quando mi sono alzata dal letto, la mattina dopo, trovai mia nonna che piangeva e che appena mi vide mi abbracciò, spiegandomi quello che era successo. A scuola, lo stesso giorno, la maestra mandò la mia compagna a prendere dell’acqua per un fiore e appena lei si allontanò ci spiegò tutto quello che era successo pregandoci di stare vicino alla nostra amica. Da quel giorno la tragedia di Montagnalonga fa parte della mia vita. Ho letto su Repubblica l’articolo e ho visto la foto. Mi auguro che la verità un giorno venga fuori. Per la nostra libertà e per tutti quelli che cercano una risposta.

  37. alessandro storchi scrive:

    Non conoscevo la storia della tragedia di Montagna Longa, soprattutto non conoscevo i retroscena della vicenda: un altro tragico mistero italiano, come se non ne avessimo abbastanza. Il copione è il solito: chiusura sbrigativa della vicenda, aspetti mai chiariti, silenzio delle autorità. Un pensiero alle vittime e ai loro famigliari, e complimenti per il blog e i documenti che vi sono contenuti: li leggerò con attenzione.

  38. Raf scrive:

    Apprendo purtroppo come molti dall’articolo di Repubblica dell’incidente di Montagnalonga.
    E’ difficile non cadere nel retorico e non essere tacciati di coospirazionismo nel paragonare questa vicenda a quella di Ustica, anche nei suoi risvolti internazionali. In ogni caso credo che sia importante che se ne parli, per non dimenticare, ancora una volta.
    Un piccolo contributo: nel maggio 1972 risultano effettivamente prove documentali della esercitazione “Dawn Patrol” nel mediterraneo. Sul luogo erano presenti la portaerei Kennedy (http://www.history.navy.mil/sqdhist/vfa/vfa-14/1972.pdf) e la Roosvelt (http://www.history.navy.mil/sqdhist/vaw/vaw-121/1972.pdf). A questo punto credo che se ci fosse un collegamento tra gli eventi ci sarebbero più speranze di trovarli negli Stati Uniti, dove lasciano che il tempo sgretoli i muri di gomma, piuttosto che in Italia, dove il tempo indurisce tali muri attorno alla verità.
    Un pensiero per le vittime e per i loro cari.

    • montagnalonga scrive:

      Grazie per il contributo

  39. marcello scrive:

    Ecco.alla vigilia del quarantesimo anniversario della sciagura, salta fuori una tesi a mio parere molto piu attendibile rispetto a tutte le altre. Una bomba esplosa a bordo non avrebbe dato il tempo di far togliere le scarpe ai passeggeri. Se il dc8 è stato realmente colpito da proiettili, mi viene da pensare che il comandante, che non era ubriaco nè tanto meno spratico, pace all anima sua, avrebbe fatto di tutto per portare un bestione in avaria in cerca di un punto dove tentare una sella, scongiurando un disastro maggiore, nel caso si fosse trovato sopra Cinisi o Carini. “Lascia 5000 e riporta sulla verticale 25 a sinistra” era pronto per atterrare e dopo essere stato colpito e perdendo quota, ormai incontrollabile, ha preferito proseguire dritto nella montagna pregando e facendo togliere le scarpe. E’ solo una tesi? Sarà però per la prima volta mi suona tutto piu chiaro.

    • montagnalonga scrive:

      Colpire con dei proiettili l’ala che contiene del carburante, significa farla esplodere. L’aereo era stato stimato, conteneva circa 20,500 Kg di carburante. Relativamente alla bomba ad un’ipotetica bomba a bordo come sostenuto dal Vicequestore Peri, potrebbe a mio parere essere sostenuta. Una ipotesi potrebbe essere che una micro carica esplosiva posizionata in un punto nevralgico avrebbe danneggiato i tiranti e rinvii dei piani di comando dell’aeromobile, rendendolo ingovernabile.

      • Michele scrive:

        Luciano sono d’accordo con lei.
        Credo che su quegli aerei il posizionamento del serbatoio fosse sulle ali.
        Un colpo sparato dall’esterno avrebbe distrutto le ali (visto il carico di Kerosene)
        Ma le ali sono state trovate la fusoliera no.
        Mi chiedo subito due cose. Se ‘è un colpo di “proiettile” sull’ala dov’è davanti o dietro l’ala? Se fosse davanti visto che la caduta è stata fatta su un terreno sassoso non può essere che una pietra appuntita posssa aver colpito le ali proprio in quel punto.
        Inoltre esiste traccia di qualche perizia su quei fori?

      • montagnalonga scrive:

        La parte “incriminata” pare che sia nel bordo d’attacco, la parte anteriore dell’ala ove vi sono gli ipersostentatori denominati slat. Montagna Longa è una zona rocciosa suppongo che gli spuntoni delle rocce abbiano causato quel danno, oppure una parte dell’aeromobile che staccandosi dalla sua sede abbia urtato violentemente l’ala.
        A quanto pare non è stata fatta la perizia su quei fori.

  40. Michele scrive:

    Oggi per il 40 anno dall’accaduto mi piacerebbe lasciare un pensiero per coloro che non ci sono più e per i parenti delle vittime.
    Ci sono tante persone estranee ai fatti che sono vicine a voi.
    Non perdete mai la speranza di continuare a chiedere e far chiarezza laddove ancora non c’è.
    Parlatene. Non spegnete mai la discussione.

  41. marcello scrive:

    Mi sarò espresso male.sono d accordo sulla microcarica di cui parla sono daccordo su un ipotetica avaria o a proiettili non certamente sull ala so bene che funge da serbatoio.sono contrario a pensare che sia stato un errore di pilotaggio per via dell posto dove è avvenuto l impatto quando l aereo ormai era prossimo ad atterrare.comunque sia non sono un esperto è solo una mia idea.La ringrazio per avermi risposto

  42. Gianfranco scrive:

    Sono venuto apposta a visitare il sito perché da carinese ogni anno il 5 maggio rivolgo un pensiero a quell’episodio e quelle anime. Ricordo perfettamente il giorno successivo alla tragedia e l’aria di immensa tristezza che circolava nel mio paese, e che coinvolse me, bimbo di nemmeno 4 anni. La stessa tristezza mi pervade ogni volta che salgo su quella montagna, dove la cosa più bella da fare è sedersi su una pietra e rimanere in silenzio, quasi a chiedere scusa a quella gente per il fatto che sia accaduto li a Carini.
    Non sono un cospirazionista a tutti i costi ma ritengo che le ultime vicende dei fori di pallottole sulle ali siano le più vicine alla realtà.
    Un saluto a Padre Badalamenti che di questa vicenda ne soffrì tantissimo.
    Un plauso al promotore del sito.
    Non spegniamo l’attenzione sulla vicenda.

    • montagnalonga scrive:

      Grazie.
      Luciano La Piana

  43. Michele scrive:

    Buongiorno
    Torniamo un attimo al discorso scatola nera.
    Solitamente ne esistono di due tipi.

    Uno è il Flight Data Recorder (FDR):

    Questa registra i parametri di volo di natura numerica relativi alle ultime 25 ore di funzionamento, sovrascrivendo quelli precedentemente registrati. Il numero di parametri registrati può variare tra i 50 e i 200. Quelli che seguono sono alcuni dei parametri generalmente registrati da una scatola nera: velocità, quota, prua, posizione dell’aereo, accelerazioni, posizione dei comandi, posizione delle superfici mobili, parametri motore. L’FDR è generalmente collocato nella parte posteriore della fusoliera dove risulta più protetto in caso di impatto dell’aeromobile col suolo.

    L’altro è il Cockpit Voice Recorder (CVR):

    Questa registra i suoni presenti in cabina di pilotaggio relativi alle ultime 0,5 o 2 ore di funzionamento, sovrascrivendo quelli precedentemente registrati. Ad esempio comunicazioni tra i piloti, con i controllori del traffico, con altro personale presente in cabina di pilotaggio e rumori ambientali generici. Per motivi di privacy è possibile, al termine di ogni volo, cancellare il contenuto del CVR. Il CVR è generalmente collocato nella parte anteriore della fusoliera.

    Quello che non ho ancora capito il nastro strappato su quale dei due era?
    Ai tempi nel 1972 esistevano entrambi?
    Se la risposta fosse si a me sembra di aver sentito parlare sempre dello strappo solo di una scatola nera e non di due
    Magari sono dettagli. Luciano nel caso se vuole potrebbe chiarire meglio questo aspetti visto che lei ha raccolto maggior informazioni sul tema
    Grazie

    • Michele scrive:

      Scusate aggiungo un ulteriore spunto di discussione.
      Qualora non ci fosse stato il CVR (Cockpit Voice Recorder ) a bordo e il fatto che non esistano più conversazioni terra bordo terra o è avvenuto qualcosa in cabina di pilotaggio o i sistemi di comunicazioni sono andati distrutti prima dell’impatto.
      Mi rifiuto di pensare che il pilota non abbia lanciato nessun may day.
      Mi rifiuto di pensare che nessun dei tre abbia tentato di dire cosa stesse succedendo a bordo.
      Mi rifiuto infine di pensare che i piloti fossero due kamikaze ma erano persone coscienziose che svolgevano questo lavoro con la responsabilità del buon padre di famiglia.
      C’è stata la lucidità di comunicare di togliersi le scarpe. Questo vuol dire due cose:
      Uno l’ordine è partito dalla testa (cabina di pilotaggio)
      Due il pilota sapeva già che la situazione era compromessa e di conseguenza sarà stato lanciato un urlo di disperazione di comunicare alla torre del pericolo che si stava creando.
      La domanda che volevo porre a tutti o chi ha esperienza in merito è questa:
      le comunicazioni radio tra l’aereo e la torre come si possono interrompere?
      Inoltre la comunicazione si può interrompere solo dalla cabina di pilotaggio?
      Ci sono altri punti nevralgici sulla fusoliera che rompendoli si interrompono tutte le comunicazioni?
      Grazie

    • montagnalonga scrive:

      L’aereo era provvisto solo di FDR e non di CVR, purtroppo.
      La perizia è stata eseguita ovviamente solo sul FDR e il nastro è stato trovato strappato in corrispondenza di un tempo di volo di circa 7 ore dalla installazione.

      Tenendo cento che essa è avvenuta il 30.4.1972 alle ore 17,00 circa se ne deduce che il registratore ha cessato di registrare a partire dal 1° maggio 1972.
      La successiva ispezione, in occasione della quale ha luogo la sostituzione del nastro o la verifica di funzionamento, doveva avvenire dopo 60-70 ore di volo oppure do­po 7 giorni; quindi la sostituzione del nastro sarebbe stata effettuata il giorno successivo all’incidente.
      Sul nastro, compaiono, a partire dal funzionamento ad alta velocità corrispondente ad un decollo da Atene, una serie di slabbrature di profondità gradualmente crescenti, che terminano con lo strappo completo.
      Le indicazioni che compaiono nella cabina dì pilotaggio sono costituite da due lampadine delle quali una conferma la regolare alimentazione elettrica del registratore e l’altra il funzionamento in alta o bassa velocità.
      Il pilota quindi non era informato che il registratore di volo non registrava a causa della rottura del nastro.”

      Tratto della relazione tecnica formale datata 13 settembre 1972

      • Michele scrive:

        Quindi unica possibilità era controllarlo a ogni scalo.
        Cosa magari non prevista dalla normativa vigente.
        Esistono a suo avviso invece strumenti dalla torre di controllo che misurano velocità altezza e percorso dell’aereo?
        Che tipo di materiale è stato fornito dalla torre di controllo?
        Grazie

      • montagnalonga scrive:

        Controllare l’FDR non credo che era facile da farsi, forse sarebbe stato utile sostiuirlo ad ogni scalo, ma penso che i tempi ed i costi sarebbero stati proibitivi.
        La torre di controllo all’epoca dell’incidente era sprovvista di radar e gli avvicinamenti venivano eseguiti in maniera procedurale, in seguito all’incidente venne installato un radar primario.
        Esistono due tipi di radar: il primario ed il secondario. La differenza sta che nel primario il controllore di volo riceve solamente il segnale riflesso degli aeromobili e nello schermo radar gli appaiono come tracce. Nel radar secondario oltre alle indicazioni del primario appaiono l’identificazione del velivolo, la quota e la velocità.
        La torre di controllo fornì il nastro di registrazione delle comunicazioni che ebbe con l’aeromobile e con Roma.
        Saluti.
        Luciano La Piana

  44. Michele scrive:

    Buongiorno
    Un altra riflessione che vorrei lasciare è la seguente.
    Nella lista delle persone presenti vedo solo 114 persone e non 115
    Leggevo che una non è mai stata identificata. Un altro è stato identicato a mezzo documento/protesi dentaria. Mi viene subito da pensare se questi due elementi tra loro magari erano vicini tra loro (come posti seduti)
    E’ possibile che Alitalia non abbia esattamente la disposizione dei posti assegnati dei passeggeri?
    Io credo che ai tempi esisteva l’assegnazione del posto esempio fila 1 posto A etc
    Non si riesce a trovare questa documentazione dettagliata.
    E ‘ chiaro nel caso tante cose sarebbero molto più chiare
    Grazie

  45. Michele scrive:

    Buongiorno
    lascio un ultima riflessione per fare in modo che successivamente fosse spunto di osservazioni per tutti.

    Leggo dalla relazione tecnica formale Lino:
    presumibilmente intorno alle 21.21 – 21.22/Z il Com.te Bartoli riportava di essere sulla verticale dell‘aeroporto, di lasciare 5000 ft. e che intendeva riportare sottovento per la pista 25 sinistra.
    Il Controllore di avvicinamento dava ricevuto, aggiungendo che il vento era calmo. Seguiva una breve comunicazione di ricevuto dell’AZ/ll2.
    Dalle testimonianze acquisite risulta che dopo circa due minuti quindi intorno alle 21.23 – 21.24/Z un grosso bagliore si accendeva su Montagna Lunga (v. all. 1/C-3, all. 1/D-1-9).

    Se fosse andata veramente così siamo passati quasi improvvisamente da una situazione completamente tranquilla a una situazione completamente irrimediabile.
    In 120 secondi ci troviamo di fronte a una comunicazione generale di togliersi le scarpe a tutti e di incompleta ingovernabilità dell’aeromobile.
    Inoltre in questo lasso di tempo è compreso il bagliore contro la montagna.
    Come è possibile?
    Come è possibile avere la lucidità di dare un ordine di questo tipo e di arrivare a montagna Longa considerando che la velocità del mezzo era prossima alla discesa ( quindi ai minimi ) il tutto in 120 secondi?

    Grazie

  46. marcello scrive:

    Il sig.Michele a mio perere ha fatto delle ottime domande,ma la mia impressione è che fa piu comodo non dire la verità.Accusando i piloti che non possono difendersi è molto piu comodo per tutti

    • montagnalonga scrive:

      Concordo con Lei, quando muoiono dei piloti spesso vengono incolpati, visto che non possono difendersi.
      Luciano La Piana

      • Vincenzo Saccà scrive:

        I piloti non c’entrano nulla e questo si è sempre capito.

      • montagnalonga scrive:

        Concordo pienamente.
        Luciano

  47. Giuseppe Randazzo scrive:

    Mi chiamo Giuseppe vivo negli Stati Uniti.Abitavo a Carini al tempo del disastro anche se ero un ragazzino di 9 anni ricordo vivamente che la maggiorparte dei testimoni oculari parlavano di un aereo in fiamme prima dell`impatto.Un punto di partenza per riaprire L`indagine sarebbe intervistare i tanti testimoni oculari.Unaltro punto sarebbe il reporto investigativo della compagnia costruttice del aereo ,in questo caso la MC donnell Douglas.Grazie Signor Luciano La Piana per il suo sito.

    • montagnalonga scrive:

      Sig. Giuseppe,
      grazie a lei per il suo contributo.
      Quando avvenne l’incidente furono individuati alcuni testimoni che diedero versioni contrastanti. C’è chi sostenne che l’aeromobile sorvolò l’abitato di Carini, altri che invece lo videro sorvolare dal lato opposto quindi Cinisi.
      Pe riaprire ci vogliono elementi inediti ed oggettivi, che mancano.
      Un rappresentante della Mc Donnel Douglas, stilò una relazione nel 1972.
      Saluti.
      Luciano La Piana

  48. zio ciccio scrive:

    Dopo aver letto i commenti del sito,Voglio dire anch’io la mia.Qui si pongono sempre le stesse domande :come, quando e perchè, ma sai io ho sentito dire e ma può darsi che invece. Invece di stare a guardare i fatti attraverso documentazione esistente anche in questo sito che potrebbe riaprire un “l’amaro caso di Carini”, Vi invito a GUARDARE E RIGUARDARE , LEGGERE E RILEGGERE con attenzione e non rompete le …. con le stesse STUPIDE domande o versioni del …..
    Se veramente avete qualcosa da dire perchè un vostro antenato vi ha confidato qualcosa sull’accaduto perchè era testimone di qualcosa e voi non l’avete tutt’ora fatto, siete complici di quella strage. Ciao Luciano questo messaggio non è per te , ma è indirizzato a molti ……. che si passano il tempo a inviarti i commenti solo per l’arte del protagonismo.

  49. Vincenzo Saccà scrive:

    Mi chiamo Enzo Saccà, e sono amico di Adriana e Daniela Scaccianoce, due sorelle che hanno perso il loro papà in quel maledetto aereo. Capitò credo nel 1991, che con Adriana stavamo andando a Trapani a trovare degli amici, e viaggiando in autostrada all’altezza della montagna famosa, lei interruppe le conversazioni che facevamo durante il viaggio, e guardando verso l’alto in direzione della croce, disse : “Li è morto mio padre” . A primo impatto potrebbero sembrare delle semplici parole, ma vedevo nel suo dolce volto e nella sua voce triste, il dolore che provava passando da li. Dolore di una figlia che non ha potuto godersi il proprio genitore, le sue carezze, i suoi sguardi, le sue tenerezze, rubatogli quando era piccolissima, (addirittura sua sorella Daniela credo era nata da pochi mesi). A distanza di quaranta anni ancora oggi resta vivo il ricordo delle vittime e il fatto stesso che ci sia qualcuno che non vuole dire la verità su come sia accaduto il disastro , denota quello che in Italia si verifica da sempre, cioè nascondere fatti gravi, che possano fare saltare nomi importanti specie di politici, corrotti e delinquenti.
    Da parte mia resta il fatto che pur non essendo parente di nessuna delle vittime, mi resta solo il ricordo degli occhi di Adriana, che nascondevano l’amore verso un papà che non ha mai potuto continuare ad abbracciare, e questo per colpa di qualcuno. Qualcuno che non ha nessuna coscienza, nessun rimorso, nessun amore verso il prossimo.
    Vincenzo Saccà

  50. marcello scrive:

    è necessario avere un parente morto a montagna longa per dare una propria opinione su questo blog?zio ciccio vai a gurdare le partite di calcio e rilassati.Ciao luciano chissa chi è che ha manie di protagonismo.

  51. marcello scrive:

    Signor Lapiana volevo chiederle secondo lei puntaraisi era veramente cosi sfornito ai tempi?

    • montagnalonga scrive:

      Decisamente si, mancavano il radar, l’ils ed il vor.
      Il radar avrebbe permesso di monitorare e vettorare l’aereo nella giusta direzione.
      L’ILS avrebbe permesso all’aeromobile di essere guidato nel giusto sentiero di discesa.
      Il VOR, è più stabile nel dare le indicazioni rispetto all’NDB.
      Attualmente Punta Raisi, è dotato di tali strumenti, manca solo l’ILS sulla pista 07 e 02. La 07 per intenderci è la pista dove nel settembre del 2010 un Airbus ha toccato il suolo prima del punto di contatto. A mio parere se ci fosse stato l’ILS, probabilmente non sarebbe successo tale incivolo.
      Luciano La Piana

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s